I passi in ordine, per chi partecipa, per chi affianca i team e per chi li valuta. Niente di quello che c'è qui sostituisce il bando: questa pagina dice come si fanno le cose, il bando dice quali sono le regole.
Ti candidi da solo. La squadra viene dopo, e se non conosci nessuno non sei un caso difficile: sei il caso normale, ed è per questo che esiste la bacheca.
Nome, cognome, email, università, corso di studi, livello e l'area disciplinare. Una riga sui tuoi interessi di ricerca è facoltativa e basta così: serve a farci un'idea di dove vorresti lavorare, non è una proposta di progetto. Non ti chiediamo il CV, né le competenze, né i compagni di team, e non devi caricare niente.
Una candidatura per indirizzo
Un secondo invio con la stessa email viene rifiutato, non sovrascrive il primo. Se hai sbagliato qualcosa, scrivici e lo correggiamo noi.
Se non eri già registrato sul sito, insieme al codice della candidatura ti arriva il link per scegliere la password. Vale una volta sola: se lo rimandi a dopo e scade, ne chiedi un altro dalla pagina di accesso. Se invece un account con quella email ce l'avevi già, non ne creiamo un secondo: entri con la password che usi già.
Perché serve subito
Le lezioni del corso sono protette da login. Senza password non entri, e nel frattempo in ogni nostra schermata risulti regolarmente candidato: nessuno si accorge che sei fermo, perché da fuori le due cose sono identiche.
Non c'è una conferma da attendere: basta l'account. Le lezioni sono in inglese e ognuna si chiude con una riflessione da consegnare, che apre il collegamento alla lezione dopo ed è il modo in cui sappiamo a che punto sei.
Il corso è in inglese, il resto no
Le lezioni sono aperte a chiunque nel mondo abbia un account sul sito, quindi sono in inglese. Il bando, i mentor e la Commissione restano in italiano.
Due strade, e valgono uguale. Se i compagni li hai già, crea la squadra e passa loro il codice che ti compare. Se non conosci nessuno, entri in bacheca con una riga su cosa vorresti fare, vedi chi altro sta cercando e quali squadre hanno un posto libero, e mandi una richiesta.
In bacheca non c'è la tua email
Compaiono nome e cognome, università, corso di studi, livello, area disciplinare e la tua nota. L'email no. Chi vuole lavorare con te manda una richiesta, e i contatti si scambiano solo quando quella richiesta viene accettata. Puoi toglierti dalla bacheca quando vuoi, finché la bacheca è aperta.
Una squadra può mettere insieme università diverse e discipline diverse. Non è tollerato: è incoraggiato dall'art. 2, e a parità di tutto il resto saranno favoriti i gruppi con competenze complementari. In bacheca vedi la disciplina di ognuno proprio per questo.
Sei campi, costruiti sui criteri di valutazione: l'ipotesi di ricerca, lo stato dell'arte e cosa ci aggiungete, metodo e disegno dello studio, come le due discipline si integrano, l'impatto potenziale e gli aspetti etici. I primi due valgono entrambi per l'innovatività. Più il titolo, l'ambito e un link ai materiali, se ne avete.
Fino alla consegna è una bozza
Potete salvarla e riprenderla per tutto il tempo in cui la fase delle consegne è aperta: finché non lo è, il modulo resta in sola lettura. La leggete voi, il vostro mentor e lo staff della Fondazione, e nessun altro: la Commissione vede i progetti solo dopo la consegna. Dopo la consegna non si tocca più, ed è quello che la Commissione legge. Può consegnare qualunque componente, non solo chi ha creato la squadra.
I progetti consegnati vengono valutati su cento punti, con sei criteri di peso diverso. Il migliore viene avviato a un percorso di preparazione e proposta di pubblicazione su una rivista internazionale con revisione fra pari. Non è una garanzia di pubblicazione, ed è scritto nel bando con la stessa chiarezza con cui lo diciamo qui.
L'art. 3 del bando prevede che le attività si svolgano con il supporto di ricercatori, docenti, esperti e professionisti. Questa è la parte che riguarda lei.
Il modulo chiede chi è, dove lavora, le aree in cui può dare una mano, un profilo di due righe e quanto tempo può dare davvero. Quest'ultima è la domanda che di solito nessuno fa e che poi costa settimane: anche un solo incontro è utile, quello che non funziona è una disponibilità dichiarata e mai trovata.
L'approvazione non è automatica e non è un giudizio sul suo curriculum: dipende anche dalle aree che i team stanno effettivamente affrontando, e quelle cambiano a ogni edizione. Le scriviamo sia se la candidatura viene accolta sia se non lo è.
Il consenso alla pubblicazione del profilo è facoltativo e distinto dall'approvazione: si può essere mentor del percorso senza comparire nella pagina pubblica. Chi lo dà compare con nome, ruolo, organizzazione, aree e profilo, più la foto e i collegamenti al sito e a LinkedIn se li ha indicati. Il numero di telefono non compare mai, e non solo perché la pagina non lo mostra: il database non lo concede proprio a chi legge da fuori.
Nessun mentor si trova assegnato un team senza saperlo, e nessun team si trova un mentor che non ha mai visto. L'abbinamento tiene conto dell'area del progetto, e solo un mentor già approvato può essere abbinato: il pannello rifiuta gli altri. Da quel momento vede la bozza del team che segue, e solo quella.
Il progetto resta del team. Un mentor apre una strada, segnala un metodo che non regge, indica la letteratura che manca. Se il lavoro arriva alla pubblicazione, il contributo di ciascuno si riconosce secondo i criteri di integrità scientifica dell'art. 9.
Chi segue un team non lo valuta
L'art. 8 chiede ai componenti della Commissione di dichiarare i conflitti di interesse e di astenersi, e la stessa regola vale per il mentoring: sono due ruoli, e su uno stesso progetto non si sommano.
La Commissione dell'art. 8 non è lo staff: chi apre e chiude le fasi non assegna i punteggi, e chi assegna i punteggi non tocca la configurazione del percorso.
Non deve registrarsi da nessuna parte. Lo staff la aggiunge alla Commissione e le arriva una email con il link per scegliere la password. Se con quell'indirizzo risultava già registrata sul sito, entra con la password che usa già.
Non è una casella che qualcuno spunta: discende dal ruolo con cui è stata inserita. Chi siede come osservatore scrive note e non numeri, e nella sua scheda i campi dei punteggi non compaiono affatto, invece di comparire disabilitati.
Una bozza a metà non è un progetto: è un lavoro in corso, e giudicarlo sarebbe ingiusto. Compaiono solo i lavori consegnati, con il nome della squadra, quanti componenti ha e quante università diverse mette insieme.
Sei criteri di peso diverso, dall'innovatività scientifica alla qualità della presentazione. Più un giudizio, che non dà punti, su quanto il lavoro possa diventare un articolo sottoponibile a revisione fra pari: l'art. 7 chiede di tenerne conto, e orienta la scelta del progetto da avviare alla pubblicazione.
Il punteggio degli altri commissari non le compare. Non è riservatezza fine a se stessa: un voto letto prima di dare il proprio lo tira verso di sé, e la media di cinque giudizi ancorati vale meno di cinque giudizi indipendenti. È il motivo per cui la schermata è fatta così.
Finché resta aperta è un appunto privato e non entra in classifica. Si chiude intera: una scheda consegnata a metà peserebbe nella media come una completa, e abbasserebbe un progetto per una distrazione di chi lo giudica invece che per il suo merito. Dopo la chiusura non si riapre da nessuna pagina del sito: se deve correggerla, scriva alla segreteria della Commissione.
Quasi sempre non c'è niente da riparare, e sapere quale delle due cose sta succedendo fa risparmiare una email.
Per qualsiasi altra cosa: info@bioergotech.org. Il bando completo, con gli articoli per esteso, resta a questa pagina.